Ritorni

Sono tornato, ma sono sono più moebjus. Oppure non lo sono mai stato. Guardo quelle quattro righe scritte 5 anni fa e mi viene da sorridere. Eppure riconosco una parte di quel ragazzo in ciò che rimane adesso. Conosco le sue paure e le sue speranze. Per quanto 5 anni non siano pochi e non siano tanti, di sicuro è passata abbastanza acqua sotto i ponti, ma le ragazze dei film francesi continuano a piacermi e alle feste continuo a non andarci. Ma ora, almeno, ho capito che ci non vado perché non mi invitano. Gli amici di allora sono rimasti gli amici di oggi e questo credo sia una prova del fatto che alla fine i miei sentimenti di affetto erano corrisposti. Ora scrivo dal giappone, ma alla fine quel viaggio non l’ho mai fatto.

Mi chiedo per che esame stessi studiando, ma in ogni caso è tutto finito ora, quel sogno è terminato e ne è iniziato un altro.

Sono felice di essere passato a salutare.

Arrivederci, forse.

Della necessità di visitare almeno una volta nella mia vita quel mirabile paese che mi appare essere il Giappone.

Be, il titolo è volutamente esplicativo, però ne voglio parlare lo stesso. Sarà abbastanza breve, però è qualcosa di cui ho voglia di scrivere.

Apro una grossa parentesi. Non vedo l’ora di programmare il mio capodanno nella terra del Sol Levante, davvero! Appena avrò finito con questa sessione di esami mi metterò sotto, intendo programmare ogni singolo secondo, ogni istante. Per viverlo prima, si intende, è ingordigia pura, però voglio farlo. Ad essere sincero non ho mai programmato nulla in vita mia, l’ho sempre ritenuto stancante ed inutile, eccezion fatta per i casi in cui era indispensabile, ovvero le poche volte che sono andato da solo in montagna (ne andava della mia vita essere preparato). Grossa parentesi chiusa.

L’idea di visitare il Giappone mi manda brividi lungo la schiena, quella terra mi sta praticamente chiamando, ha tutto quello che mi appassiona, anche se credo che la loro cultura del lavoro sia un po’ da pazzi. Sono in fibrillazione, non vedo l’ora, l’ho già detto?

Non ho voglia di essere ricercato, quest’articolo esce con un tono un po’ più infantile, ma mi sento estremamente allegro, da qualche parte sotto l’ansia pre esame. Augurami buona fortuna, tu che leggi, se leggi.

moebjus l’ispettore ti saluta.

p.s. scegli dove mettere le virgole

Le ragazze dei film francesi.

Hai capito no? Quelle con i capelli corti, gli occhi grandi, tette piccole, al massimo una terza soda. Un po’ maschiaccio, un po’ folli. Quelle che ci parleresti per delle ore alle feste, quelle feste a cui non vai perché non le fanno più. Le ragazze che ti ho appena descritto, non le feste. O non ci vai perché non ti invitano. Ti sembra un mondo così distante, quello. Quindi stai sempre nel tuo, esci con i vecchi amici, parli con i tuoi compagni all’università. Gli vuoi davvero bene, ma loro non lo sanno, o forse sì. Eppure c’è il dubbio che la tua vita non sia proprio completa, eppure l’hai compresa, l’hai scardinata dall’immanenza che credevi avesse, ora sei uno spettatore attivo. Allora perché dovresti sentire il bisogno di una dannata Amèlie qui accanto a passarti una sigaretta? Hai anche smesso di fumare, diamine. Forse è tutto il costrutto mentale che accompagna quelle labbra piene; gli occhi grandi, spalancati, sembrano Alita nel trailer del film che uscirà. Appartengono ad un altro mondo, non al tuo. Però forse ne è rimasto un po’ anche per me, di quell’universo strano. Ma non nei sogni, quelli sono morti e vuoti da un pezzo; si può essere così a vent’anni?

moebjus

Il mio Bazar

Suppongo tu sia capitato qua per caso. Benvenuto. Userò questo spazio per condividere quello che mi capita durante le giornate, quello che penso, ciò su cui rimurgino.  Non c’è una cadenza regolare, non c’è un filo conduttore. Sono solo io che scrivo e qualcuno che legge, qualora sia fortunato.

Lascia allora che dica qualcosa di me, sono moebjus, ho vent’anni mentre scrivo. Non posso dirti molto altro, non che non voglia, ma trovo che le presentazioni non abbiano mai molto senso, capirai di più leggendo quello che condividerò; in ogni caso ti butto qui un paio di cose che mi piacciono, così ti fai un’idea della persona che sono, non è necessario che sia un’idea aderente al vero, mi basta che tu abbia un’immagine mentale:

Lolita di Nabokov

La pagina satirica di Michele Serra su L’Espresso

Buona parte delle canzoni de I Cani

Andare in bici a scuola, ma solo se ho voglia

La nostalgia delle cose perdute

 

Ovviamente sono solo quattro cazzate, converrai, ma  è solo una linea guida, giusto per dire “Ah, la pensa così su questa cosa”. A parte l’ultima, sono solo cose molto concrete, la nostalgia l’ho messa per dare un tocco etereo alla lista e non farla sembrare l’elenco della spesa, ma mi piace veramente guardare indietro e pensare al tempo trascorso. è una cosa da vecchi e io un po’ lo sono. Chiudo qui, questa pagina di apertura non è troppo importante, come detto serve solo  a darti un’idea. Spero che ci sia qualcuno là fuori a leggere, prima o poi.

Penso che cercherò un motto per chiudere gli articoli che posto qui, nel frattempo, bentornato o benvenuto.

moebjus.

 

Nota: vedi questo Blog un po’ come un Bazar in cui accumulo ogni genere di oggetti nell’attesa che qualcuno li compri, da qui il titolo dell’articolo.

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